Al confine dei generi. Rifrazioni romanzesche nei Comptes amoureux

 

Campanini roman

 

Contes amoureux di Jeanne Flore racchiudono nella loro strutturazione di forma narrativa breve inserita in una cornice di derivazione boccacciana non pochi luoghi in cui la materia narrata riprende molto da vicino e rielabora – adattandola al progetto e alla finalità esemplare della raccolta – la materia romanzesca, tratta da romanzi tardomedievali francesi e da poemi epico-cavallerereschi italiani (Orlando Innamorato, Orlando Furioso, Mambriano). Essi offrono così un caso interessante di composizione variegata, costruita non solo sulla trasposizione di sequenze, ma, soprattutto, sulla contaminazione e l'amalgama di generi narrativi. Riproducendo la dinamica dell’entrelacement presente nelle fonti, i Contes amoureux recuperano alcuni inserti novellistici dei poemi cavallereschi italiani e dell’Hypnerotomachia Poliphili e ne fanno tasselli narrativi autonomi, a loro volta inclusi in una cornice di narrazione depositaria del senso ultimo dell’opera. Assistiamo in questa raccolta a dinamiche creative complesse in cui all’interazione di diverse forme narrative si unisce una riconversione del vieux roman francese in prosa, del poema cavalleresco e dell’emblematico romanzo misteriosofico del Colonna in un unicum narrativo che dà voce a un « discours bigarré » altamente rappresentativo della temperie culturale e letteraria della Lione degli anni ’40 del Cinquecento.

 

Cliquez ici pour télécharger l'article

Cerca nel sito