Una loquace reticenza. Raymond Federman tra memoria e invenzione

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[ITA]

La storia di Raymond Federman (1928-2009), è quella di un bambino nato due volte, una prima volta nel 1928 e una seconda il 29 maggio 1942 quando, obbligato a portare la stella gialla, si rende conto di essere ebreo. La sua storia sarebbe finita poco dopo, tra il 16 e il 17 luglio 1942 durante il rastrellamento del “Vel d’Hiv”, se la madre non l’avesse spinto nello sgabuzzino salvandolo da una morte certa. Per tutta la vita Federman torna a quella scena, difficile da scrivere e al centro della sua scrittura: nel 1979 evoca l’episodio in La voix dans le débarras, nel 1990 in A tutti gli interessati e infine nel 2008 nel testamentario resoconto dal titolo Chut!. Histoire d’une enfance. Il mio intervento intende rileggere la trilogia di Federman soffermandomi sui temi portanti della letteratura della Shoah: vuoto e assenza, memoria e oblio, testimonianza e rimozione. Dalla mia lettura emergerà sempre più prepotentemente il ruolo capitale della letteratura che guarisce dalle ferite e ricostruisce la memoria attorno al vuoto della storia.

 

Parole chiave: Federman, Shoah, memoria, testimonianza

 

[EN]

The story of Raymond Federman (1928-2009) is that of a child born twice; once in 1928 and a second time on may 1942 when all the Jewish were forced to wear a yellow star. His story would be over during the “Vel’ d’Hiv’” raid on July 1942, if his mother hadn’t pushed him in a closet saving him from a surely death.

Throughout his life, Federman comes back to that scene, hard to write even if at the heart of his work. In 1979 he evokes the incident in La voix dans le débarras, in 1990 in To whom it may concern and, finally, in 2008 in Chut!

My article intends re-read Federman’s trilogy pausing over some leading themes of Holocaust literature: emptiness and absence, memory and oblivion, witness and repression. From my reading, it will strongly emerge the capital role of literature as a recover from wounds and as a memory-building.

 

Keywords: Federman, Shoah, Memory, Testimony

 

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