Le fonti moderne della De Topographia Constantinopoleos di Pierre Gilles e la Topographia Antiquae Urbis di Bartolomeo Marliani

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Pierre Gilles, nel suo girovagare in Oriente, studia Bisanzio come se avesse davanti Roma, nel senso che la capitale dell’Impero Romano d’Oriente viene letta innanzitutto in un’ottica antica e romanizzata, assolutamente lontana dai suoi nuovi conquistatori. In questo modo la descrizione della città si svolge secondo i canoni antiquari rinascimentali, forti di una tradizione letteraria e storica che a partire dal Quattrocento e dalle opere di Flavio Biondo aveva restituito un’immagine iconica e pseudo mitica della città imperiale. 

 

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