Nel raffinato pillage che caratterizza il canone umanistico dell’imitazione, il tratto bernesco nella poesia satirico-burlesca di Joachim Du Bellay

 

martinuzzi berni

 

L’articolo è incentrato su un esempio particolare di intertestualità e di imitazione, all’interno della produzione antipetrarchesca di Joachim Du Bellay. L’Hymne de la surdité, composto da Du Bellay nel 1556 e inserito nei Divers jeux rustiques, rappresenta un elogio paradossale, una forma codificata di esercizio letterario che celebra un oggetto non elogiabile capovolgendone le valenze. Le principali fonti esplicite del poeta francese sono l’Encomium moriae di Erasmo e i due Capitoli della peste di Francesco Berni, scritti nel 1532. L’osservazione dello sviluppo testuale e le scelte stilistiche con cui viene trattata la tematica, rivelano punti comuni etici e specificità espressive, nel poeta francese e in Berni. L’Hymne de la surdité richiama inoltre l’articolato legame, artistico e umano, tra Du Bellay e Ronsard. Le molteplici rielaborazioni formali specifiche dell’elogio paradossale convergono verso una visione non idealizzata del mondo.

 

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